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DAS CABINET DES DR. NEBBIA - EPISODIO 7

 

Rubrica di cinema a periodicità anarchica a cura di Andrea Bruni

La Notte in Cui Morì Pasolini

Giulietta stava portando in tavola le lasagne, quando alla televisione diedero la notizia della morte di Pasolini. Federico rimase con la forchetta a mezz'aria, come paralizzato, col volto contratto in una maschera di muto stupore. Con un movimento secco, Giulietta si sedette, sibilando a labbra serrate: 'Lo sapevo che andava a finire così...', poi cominciò a servire il marito mentre sullo schermo della televisione passavan immagini slabbrate e grigie della spiaggia di Ostia. 'Spegni, ti prego', mormorò Federico senza alzare il volto dal piatto e per alcuni minuti l'unico rumore che echeggiò nella stanza fu il mesto clangore delle posate. Svolte, di malavoglia, un paio di tediose incombenze domestiche, i due si ritrovarono a letto: Giulietta con la compagnia di un romanzo della Delly e Federico con l'immancabile quaderno di appunti. Nel giro di cinque minuti, in un fruscio di lenzuola e pagine spiegazzate, Giulietta spense la propria abat-jour cercando rifugio sotto lo coperte. Federico cercò di dire qualcosa ma desistette, preferendo sprofondare nell'ampio cuscino concentrandosi sulle ombre che si proiettavan nel soffitto. Rimase in quella posizione per un tempo difficilmente calcolabile, fino a quando un picchiettare dispettoso non risvegliò la sua attenzione. Tic... tic... tic... Feredico, col cuore in gola, cominciò a guardarsi attorno con aria da segugio, cercando con la coda dell'occhio l'origine di quell'inopportuno clangore e quasi cadde dal letto quando comprese la sua origine: qualcuno stava lanciando minuscoli sassi sulla sua finestra. Incespicando goffamente sul tappeto, Federico si precipitò verso la parete di fronte, e, aperti gli stipiti, mise il naso fuori, indifferente alla zaffata di gelo che lo colpì. 'Chi c'è là fuori?' 'Dai, Patacca, sono io...' Federico abbassò lo sguardo e, ritto sul marciapiede, col suo trench scientemente cincischiato, vide Pier Paolo Pasolini che gli faceva 'ciao ciao' con la mano, fiero e bellissimo come Tiresia: 'Dai, Patacca, mettiti qualcosa addosso che andiamo a Pietralata a cercar la Bomba!' 'La Bomba? Ma quanti anni avrà quella donna? Vuoi che ancora...' 'Dai, muoviti, che se stai lì ti prendi un malanno...' Federico, come in trance, si rivestì, cercò il cappotto, lanciò un bacio distratto a Giuletta e si precipitò giù per le scale. Pasolini lo stava aspettando, comodamente appoggiato ad una fiammante bicicletta. 'Ah, c'andiamo in bicicletta?...' 'M'han rubato la macchina...' Federico montò sul sellino della sua bici, sollevando i lembi del cappotto: guardò il compagno di tante scorribande, perse nella notte dei tempi, e, senza pensarci troppo, gli disse, sputando le parole come colpi di mitraglia: 'Ascolta, ma al Telegiornale dicono che sei morto...' 'Morto...', sussurrò Pasolini aggiustandosi la montatura degli occhiali, 'Son paroloni...Diciamo che non ho più paura del buio, va bene? Dai, dacci dell'olio, che poi va finire che la Bomba non la troviamo neanche stanotte...' 'Ah, dai pure...Vai avanti te che a me mi tremano un po' le gambe...'




Andrea Bruni


Ai tempi della scuole elementari scopre Silvan e decide che nella vita farà il prestigiatore. Alle medie incontra sulla sua strada "Il cavaliere inesistente" di Calvino e comprende che il suo mestiere sarà quello dello scrittore. Ma la sua vita cambierà al Ginnasio per colpa di Enrico Ghezzi che presenta un epico ciclo di visioni notturne (Freaks, Simon del deserto, Il corridoio della paura): una vita rovinata. Per "venerare" il cinema ne ha fatte di tutti i colori: organizzare rassegne nei più remoti anfratti di montagna; scrivere un paio di libri che han venduto meno dell'autobiografia di Iva Zanicchi; impegnare i gioielli di famiglia per farsi mandare dal Giappone i dvd di Takashi Miike.





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